Carissimi amici,
grazie per aver condiviso questa terza settimana dell'Attesa!
Abbiamo camminato nella relazione
come luogo in cui si manifesta
la luce del nostro compimento
e dove abbiamo altresì l'opportunità di riconoscere l'incertezza del nostro procedere
così da rimodulare il percorso.
La luce a cui non ci frapponiamo ma che lasciamo fluire armoniosamente si manifesta
nella nostra capacità di
⭐ interconnessione, ovvero sentire la Vita Una che anima tutte le cose, gli esseri, le situazioni,
⭐ solitudine e compagnia, perché se sono consapevole della necessità di una solitudine abitata, sarò capace di ricevere la compagnia dell'altro sempre come un dono in eccedenza,
⭐ vedere l'altro come specchio, l'avversario come passaggio verso il compimento,
⭐ vivere le relazioni più intime non in maniera simbiotica o costantemente conflittuale, ma riportandole al loro splendore curativo e dialogico, perché l'altro è 'per me difronte a me',
⭐ e infine, cogliere l'alterità quale essa è in essenza, segno tangibile della Presenza divina invisibile, un sacramento.
Ora tocca a me
lasciare fluire la luce,
entrare nel flusso senza interruzione
che è all'opera costantemente e
aspetta solo che io mi apra ad accoglierlo.
Ora tocca a me
manifestare la luce.
Qui, ora,
nella concretezza del mio vivere quotidiano.
L'equilibrio è nel luogo del cuore,
centro dell'essere.
Né più in basso
né più in alto.
Viviamo all'altezza di ciò che siamo!
Grazie di questi 'esercizi spirituali'.
Buon Giorno Nuovo di risonanza,
con gratitudine e amore,
Marianna

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