lunedì 22 aprile 2019

lunedì #consapevole


I bambini sanno
che un albero può parlare.
E sanno ascoltare il canto dell'albero
mentre il vento gli accarezza le chiome.
Sanno imparare la lezione che è in ogni cosa.

Quest'animismo infantile è la porta regale
ad una profonda esperienza di Dio.

Molto spesso riempiamo i nostri bambini
di parole su Dio
(quello della fede di ciascuno)
quando dovremmo educarli
- ex-ducere = trarre fuori -
a non dimenticare
ciò che è chiaro per loro nei primissimi anni di vita.
I bambini sono naturalmente dei mistici!

Se 'coltiviamo' il silenzio
nella meditazione
saremo educatori migliori
ed educatori migliori
creano un mondo migliore.

Quello che desideriamo proprio per ogni bambino.

Il barometro della mia consapevolezza attualmente è proprio il rapporto con i miei bambini.
Quanto devo crescere ancora!

Buon lunedì consapevole,
buon Giorno Nuovo,

Marianna

domenica 21 aprile 2019

Oltre l'orizzonte degli eventi: il salto pasquale.


Qualche giorno fa, pensando alla paura più grande della vita ovvero l'essere risucchiati nel nulla, nella morte e scomparire,
mi è salita questa associazione tra un buco nero e la nostra pasqua, ovvero il passaggio misterioso tra la vita, la morte e la vita.
Leggevo nel web:
"quello che accade all’interno di un normale buco nero è nascosto oltre l’orizzonte degli eventi e non può essere visto dal resto dello spazio-tempo".
Oltre un buco nero non sappiamo cosa c'è ma sappiamo che ciò che potrebbe venir fuori da lì (con un'eruzione) è una luce che non ha paragoni, al cui confronto il sole è una flebile candela vista in lontananza.

Ovviamente perdonerete il mio linguaggio non-scientifico.
Assolutamente non degno di una persona che ha come suoneria telefonica la sigla di The Big Bang Theory! 😂😂😂😂😂😂😂

Ecco, questa materia è un grande mistero: è ciò di cui siamo fatti ma ancora non conosciamo moltissime cose.
Cosa potrebbe esserci oltre un buco nero?
Dopo un ipotetico, al momento impossibile, salto nel nero, cosa ci sarà?
Alcuni ipotizzano salti spazio temporali, altre dimensioni... è affascinante pensare al tutto possibile!
E ancora stiamo parlando di materia.

Cosa è possibile dunque a ciò che è
oltre la materia?

Il Cristo ha pianto lacrime di sangue nella notte al Getsemani, tanto forte era la sua angoscia.
Il salto nel nero della morte è sempre un dramma, anche per chi ha fede
di andare oltre
(straordinariamente bella questa "compagnia di Dio" alle nostre paure).

Ma poi, oltre quella dimensione, oltre l'orizzonte degli eventi, si è aperta una Vita Nuova, una storia risorta.

E ciò è vero per ognuno di noi.

C'è un buco nero che ad un certo punto risucchia tutto ciò che ci è noto (e non parlo solo del salto finale della morte) ed è allora che abbiamo la chance del Tutto Possibile.

Attraversare il Nero
non è mai una cosa facile.
Ma è nel Nero
la possibilità di lasciare risorgere
tutte le cose.

È questo il mio augurio, amici del Medit-ire: saltiamo
e capovolgiamo le nostre storie.
Le nostre radici sono in alto.

Buona Pasqua,

Marianna

venerdì 19 aprile 2019

venerdì #gratitudine


"Amare è ritirarsi
perché l'essere amato sia".

Annick De Souzenelle

Grata a tutti i varchi
verso la Vita.

Buon Giorno Nuovo di gratitudine,

Marianna

mercoledì 17 aprile 2019

Medit-ire on the road continua...


Cosa serve per essere felici?
Un istante, un uomo, Dio.
Nella meditazione poniamo attenzione
a ciò che ci rende felici.
"Va verso te".
Arrenditi alla Felicità.

Mercoledì 24 aprile alle ore 10
presso CENTRO ANCH'IO
via del Gallitello, 221
POTENZA

Parliamo di Meditazione
con Luciana Mancuso e
Marianna Manzullo

N.B. L'incontro è a numero chiuso perché abbiamo esaurito i posti disponibili.

Medit-ire on the road
continua...

🙏💖

mercoledì #riposa nell'essenziale


Di che si nutre il fuoco di cui ardi?

C'è una fiamma che divampa in ciascuno di noi e che tende, per sua natura, ad andare in alto, a crescere, ad avvampare tutto ciò che ci sta attorno.
L'esito di questa fiamma è dato da ciò che
la nutre.

Mi spiego con un esempio tratto dalla Scrittura, nello specifico dal Vangelo di Giovanni (Gv 13, 21-33.36-38) che la liturgia cristiano cattolica propone in questi giorni.
La scena è quella dell'ultima cena e della rivelazione del prossimo tradimento che consegnerà il Cristo alla sua storia.
Si pongono a confronto due FUOCHI.
Il fuoco di Giovanni che, reclinato sul petto di Cristo, ascolta, confidente, il cuore del Maestro.
Il fuoco di Pietro che, nella sua baldanza, dice di voler 'dare la vita per il suo Signore e Maestro': subito dopo viene annunciato il suo prossimo rinnegamento (il famoso "prima che il gallo canti...").

Due fuochi che promanano da due luoghi diversi: il primo, quello di Giovanni, dal cuore cristificato (unificato);
il secondo, quello di Pietro, dal crescere dell'emozione difronte all'annuncio della dipartita del Maestro.
In più Pietro, se andate a leggere il testo, è curioso e manda un altro, Giovanni, a chiedere al Maestro chi lo tradirà.
Tipico atteggiamento dell'ego più infantile.
Giovanni pone il capo sul cuore di Cristo e chiede... e ascolta...

Così siamo noi, sempre tra l'Origine della Vita che ci stabilizza e il mare emotivo che ci destabilizza fino al rinnnegamento di ciò che ci è più intimo di noi stessi: Dio in noi.

Le emozioni ci muovono, come il termine stesso dice, come fuoco, ma possono essere fuoco che illumina e non che distrugge
a seconda del luogo in cui riposa
la nostra fiamma interiore.

Riposare nell'essenziale
ci permette di uscire dall'emotività che dilania e di dare colore ad ogni stato emotivo per farne una strada.
Ci allontana dalla curiosità banale sui fatti e ci pone nell'attenzione alle persone.
Ci ricolloca nel nostro luogo:
il cuore divino.

Riposa nell'essenziale.

Buon Giorno Nuovo,

Marianna