Un altro passo importante per il risveglio è accorgersi del corpo di luce e del corpo di dolore.
Molto spesso, dopo una meditazione guidata, le persone mi riferiscono di non aver sentito i disturbi nel corpo che le affliggono solitamente e di aver avuto il desiderio, quindi, di non uscire dalla meditazione.
'Vorrei restare nel mondo irreale in cui sono andato/a meditando. Lì non sentivo dolore.".
Il punto è che la meditazione non è affatto un rifugio nell'irrealtà, in una bolla di pace fittizia mentre intorno è lotta!
La meditazione è lo stato naturale dell'umano.
Come ci sentiamo durante una sessione è come siamo in realtà.
Liberi, pacifici, nel qui ed ora.
Ed ecco che qui si inserisce il tema del corpo di dolore che è trattato in maniera chiarissima da Eckart Tolle in 'Un mondo nuovo'.
Tale corpo è l'insieme di tutte le energie accumulate nel corpo come fosse una pattumiera, ovviamente quelle negative, e si nutre avidamente di tale vibrazione.
Il corpo di dolore è ghiotto di rabbia, scene cruente, pensieri angoscianti.
E più gliene diamo più si ingrassa e prende il sopravvento.
Alla fine dimentichiamo il corpo di luce e crediamo solo al corpo di dolore.
Disinnescare è ciò che serve!
Il corpo di dolore gode nell'accendere la miccia della rivalsa rabbiosa, del parlare da sciacalli ovvero con violenza, della sfida boriosa.
Disinnescare vuol dire convertire il pensiero, le parole, le azioni al bene.
Il bene non nutre il corpo di dolore.
Lo annienta gradualmente.
Accorgerci della presenza del corpo di luce e del corpo di dolore è il primo passo verso la salus, che tante volte abbiamo detto essere più della sola e cara salute del corpo ma uno stato di libertà interiore e comunione con gli esseri visibili e invisibili, in ultima istanza con Dio in cui tutte le cose sono.
Oggi
nutri il tuo corpo reale (di luce).
Esso è una meravigliosa opera divina!
Oggi
scegli di non nutrire il corpo di dolore
con i suoi schemi, pensieri, condizionamenti.
Libera il tuo più alto potenziale
a partire dal corpo.
Risvegliati!
Buon Giorno Nuovo,
Marianna

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