domenica 21 marzo 2021

lunedì ~ Poetry & Laundry

 

Io sono, declinata in mille modi

Sono stata una da crociate anche io. 
Le ho fatte con mio nonno, socialista puro sangue, che condannava una Chiesa che vedeva troppo a braccetto col potere.
Le ho fatte con me stessa, soprattutto, quando vacillante mi dovevo sorreggere ad una autorità perché avevo troppa paura della luce della mia coscienza.
Sono stata inquisitrice anche io: di ciò che amavo, di ciò che leggevo, di ciò che mangiavo, di ciò che desideravo.
Certo, in ripostigli segretissimi per lo più, che solo la consapevolezza e un sottile discernimento hanno potuto stanare. 
Ma c’era in me il Savonarola e il Templare bardato di croce e pronto alla guerra.
Come, d’altronde, c’era la strega bruciata viva al rogo della piazza, la piccola che sparisce se la guardi, la zoccola, la santa, la tradita e l’amante, la viva e la dolente, Chiara, Nina, Nannì, L’Amoremio, cuore, la studiosa, la perditempo, la libera e la schiava (di idee)… potrei continuare a lungo...

Tutto è in noi. 
Tutti sono i nostri volti interni e dobbiamo solo ammettere di essere tutto e uno con tutti.
Non c’è nulla e nessuno, fuori di noi, che non possa condurci interiormente ad una conoscenza autentica.
Vista così, ovviamente, non ci sono più nemici.
Avversari sì, con cui provarsi ed evolvere.
Non ci sono porte chiuse, ma ostacoli da superare sì, per procedere.

Chi sono oggi, lo devo a tutti i volti che ho incontrato e sono stata. Ai nomi che ho avuto in dono.
Alle mani che ho toccato, alle sere che ho annusato l’aria, e tanto - tantissimo! - alla solitudine che venne dopo la più profonda compagnia e che mi ha resa più vicina a Marianna, all’uomo che mi ha attesa alle soglie di una vita nuova, ai germogli nati dal mio grembo.

Quanti volti sarò ancora, prima di essere sempre più vicina al mio volto?
Chi può dirlo!
Questo so: se osservo, senza giudizio, imparo prima e con meno dolore.

Il ‘senza giudizio’ è, tuttavia, durissima pratica!
Vuol dire ricevere, semplicemente ricevere, ma non da inermi, asfaltati da eventi e relazioni.
Vuol dire essere nel focoso autocontrollo e procedere fieri come alchimisti della vita, capaci di trasformare il piombo in oro.
Vuol dire intessere poesie con la trama dei panni da lavare, del lavoro che non hai mai tempo di concludere, di questo tempo senza folle e viaggi, con quel che c’è, momento per momento.
Vuol dire vivere davvero, nella stanza del potere, non nelle anticamere.
Solo che quel ‘potere’ è piccolo, non fa rumore e viene da lontano, lontanissimo.
Dalla pancia che sei.
Dalla vita che hai dentro e ti aspetta, paziente, dietro l’angolo dei giorni che credi qualunque.

Il ‘senza giudizio’ è benedire.
Dire-bene, della pioggia e del sole. 
E imparare a danzare, liberi, per entrambi.

E’ durissima pratica.
Occorre cominciare.
Dall'alba.
Da tutte le albe che principiano in noi 
ad ogni respiro. 

Buon Giorno Nuovo, 

Marianna 

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