lunedì 21 dicembre 2020

Ritirarsi perché l'essere amato sia

 

Il Sole oggi si ritira.
È il Solstizio d'inverno. 
Il giorno più buio dell'anno.
Pare addirittura che la sua corsa si fermi, in questa fase in nero del compimento, 
ma è solo la necessaria fermata perché, 
già da domani, la luce ricominci a crescere.

Il buio è circoscritto. 
Come lo fu sul Golgota per il Cristo.
Tuttavia non è eludibile.
Anzi, la Grande Opera della nostra storia - per dirla a modo degli alchimisti - ha un passaggio obbligatorio in nero.
Il seme germoglia nell'oscurità della terra.

Sembra, oggi, che le forze di luce si ritirino.
Lontano è il dolce Gabriele degli annunci, lontane le fragranze della terra che si spandono per i campi, lontano il calore che da vita e movimento. 
Eppure...
In questa oscurità 
è il nostro tempo.
Tempo di consapevolezza del potenziale, 
di decisione del cammino, 
di forza per intraprenderlo
ancora e ancora.

'Ritirarsi perché l'essere amato sia' (l'affermazione è di Annick de Souzenelle) 
è il grande atto creativo di Dio!
È il più grande amore!

La luce si ritira non per spaventare, 
ma per spingere ad una ricerca più vera, profonda, vitale.

Questi tempi lo narrano a chiare lettere.

È un upgrade, direbbe mio figlio! 😊
Anche il nostro smartphone quando viene aggiornato ha una fase di stallo.

Non temiamo la creatività degli aggiornamenti 
anche se avvengono in nero.

La luce ci attende.

⭐ Oggi
accogli l'opera in nero che si compie
attraverso eventi, persone, movimenti interiori. 
Accogli senza giudizio.
Respira. 
E apriti.

Perché nel cuore dell'inverno 
l'Amato, il Folle in amore per eccellenza, 
Dio, seppur nascosto 
dietro il muro della nostra cecità, 
canta così...

"Àlzati, amica mia,
mia bella, e vieni, presto!
Perché, ecco, l'inverno è passato,
è cessata la pioggia, se n'è andata;
i fiori sono apparsi nei campi,
il tempo del canto è tornato
e la voce della tortora ancora si fa sentire
nella nostra campagna.
Il fico sta maturando i primi frutti
e le viti in fiore spandono profumo.
 
Àlzati, amica mia,
mia bella, e vieni, presto!
O mia colomba,
che stai nelle fenditure della roccia,
nei nascondigli dei dirupi,
mostrami il tuo viso,
fammi sentire la tua voce,
perché la tua voce è soave,
il tuo viso è incantevole".

(dal Cantico dei Cantici 2, 10-14)

Resta in nero
sapendo che la luce
viene.

Buon Giorno Nuovo, 

Marianna 

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