Tantissimi anni fa, in un mite pomeriggio, ero per strada con la mia guida.
Un'amica si avvicinò e disse: "Marianna illumina ogni cosa!".
La mia guida le rispose prontamente, col suo solito humor: "Sì, fa concorrenza all'Enel!"
(non è mai stato uno dal complimento facile 😂).
Quell'affermazione donata con genuino slancio (la prima, dell'amica, ovviamente 🙃🙃🙃) ha risuonato da allora me.
Oggi la stessa amica ha rinnovato il suo dono ed è stata la memoria di chi sono.
✨ Siamo alla gola, in questo giovedì di attesa,
il luogo della parola che crea.
Hafiz ha scritto: 'Le parole che dici sono la casa in cui vivi'.
Non lamentarti allora se la tua dimora è disadorna, scomoda, dolorante, carica si cose di cui vorresti solo liberarti.
Fallo!
Crea con la tua parola.
Se le tue parole sono rabbiose, se mortificano te e gli altri, se non bene-dicono,
non cercare fuori la causa del tuo vagare
di insoddisfazione in insofferenza.
Anche in questo caso, tuttavia, non basta curare il sintomo.
Non è possibile mettere un coperchio sulla rabbia, per esempio, come non serve sfogarla su oggetti e transfert. Questo ne amplifica l'energia e toglie la consapevolezza, dando l'illusione d'aver risolto.
Le nostre parole hanno una fonte.
Come i piccoli fiumiciattoli che in questi giorni sono tornati carichi di acque intorno al mio paese.
C'è una fonte.
Che sussurra, mormora, bussa all'orecchio interiore: "vieni all'Acqua Viva".
Ma come ascoltare?
Abbiamo smesso forse da quando avevamo pochi anni di vita!
Ssshhh!
'Taci. Fuggi. Riposa'
⭐Cura che le parole siano scaturigine del Silenzio, il Padre.
⭐Allontanati dalle parole che non bene-dicono, il Figlio.
⭐Entra nel tuo potere creativo scegliendo in quali parole dimorare, lo Spirito.
Sii alla Presenza di Dio (qualunque sia il tuo Dio) e vivi come un autore sacro:
ascolta e scrivi la tua storia.
Con amore e gratitudine,
Marianna

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