giovedì 10 dicembre 2020

Parola che risuona

 

Tantissimi anni fa, in un mite pomeriggio, ero per strada con la mia guida. 
Un'amica si avvicinò e disse: "Marianna illumina ogni cosa!".
La mia guida le rispose prontamente, col suo solito humor: "Sì, fa concorrenza all'Enel!" 
(non è mai stato uno dal complimento facile 😂).

Quell'affermazione donata con genuino slancio (la prima, dell'amica, ovviamente 🙃🙃🙃) ha risuonato da allora me.
Oggi la stessa amica ha rinnovato il suo dono ed è stata la memoria di chi sono.

✨ Siamo alla gola, in questo giovedì di attesa, 
il luogo della parola che crea.

Hafiz ha scritto: 'Le parole che dici sono la casa in cui vivi'.
Non lamentarti allora se la tua dimora è disadorna, scomoda, dolorante, carica si cose di cui vorresti solo liberarti.
Fallo!
Crea con la tua parola. 

Se le tue parole sono rabbiose, se mortificano te e gli altri, se non bene-dicono,
non cercare fuori la causa del tuo vagare 
di insoddisfazione in insofferenza. 
Anche in questo caso, tuttavia, non basta curare il sintomo. 
Non è possibile mettere un coperchio sulla rabbia, per esempio, come non serve sfogarla su oggetti e transfert. Questo ne amplifica l'energia e toglie la consapevolezza, dando l'illusione d'aver risolto. 

Le nostre parole hanno una fonte.
Come i piccoli fiumiciattoli che in questi giorni sono tornati carichi di acque intorno al mio paese.
C'è una fonte.
Che sussurra, mormora, bussa all'orecchio interiore: "vieni all'Acqua Viva".

Ma come ascoltare?
Abbiamo smesso forse da quando avevamo pochi anni di vita!

Ssshhh! 

'Taci. Fuggi. Riposa'

⭐Cura che le parole siano scaturigine del Silenzio, il Padre. 
⭐Allontanati dalle parole che non bene-dicono, il Figlio.
⭐Entra nel tuo potere creativo scegliendo in quali parole dimorare, lo Spirito. 

Sii alla Presenza di Dio (qualunque sia il tuo Dio) e vivi come un autore sacro: 
ascolta e scrivi la tua storia. 

Con amore e gratitudine, 

Marianna 




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