domenica 30 dicembre 2018
I colori (in noi) di dicembre
Questo intenso passaggio dal buio alla luce, in dicembre, si fa sentire in ogni ambito.
Non so se succede anche a voi, ma per me questo è un mese di grandi illuminazioni sull’anno che verrà e perciò di grande lotta con il buio che vuole coprire ogni sogno, progetto, speranza.
Ed è così che deve essere.
Cresciamo nell’ostacolo.
Spesso l’ostacolo è fuori di noi, più spesso è in noi. Siamo noi.
Così ciò che emerge in questi giorni è l’ultima ombra prima del chiaro sole.
Gli ultimi colpi di coda per divincolarsi dalle spire di qualcosa che ci tiene legati e non ci fa prendere quota.
Ed ecco il corpo che recalcitra attenzione con i suoi segnali o la mente che si disperde o lo spirito che sente aridità.
Ma cosa si nasconde in questi passaggi?
Ricerca di senso. Del senso che siamo. Perché in realtà il senso siamo NOI.
Nascosto in ogni piega della nostra pelle, in ogni meandro della nostra mente, nel sacro che siamo, abita il ‘santo dei santi’.
Ma la custodia della luce richiede che si sappia affondare il cuore nella tenebra.
Ed eccomi attenta a fare l’inventario – a dicembre – di un anno intero.
Quanta Vita!
Il cambiamento in tante forme di me. Dal corpo alla progettualità lavorativa alla morte che fa tremare il fondo di ogni cosa.
La morte che rende la pelle un involucro così sottile da… scomparire.
Mi ha visitata la paura, quest’anno, e non è stato un incontro piacevole ma poi la lezione è stata appresa e poi dimenticata e poi appresa e poi…
E’ così. Impariamo. C o s t a n t e m e n t e.
Quanta Vita!
Il mio sogno diventato progetto che prende nuovo vigore negli incontri con la gente, i bambini che crescono e l’amore che non muore. Mai.
E’ sempre un passaggio dal buio alla luce.
Nei rapporti con i nostri mille volti, con gli altri, con Dio.
Ed è così che deve essere.
La custodia della luce richiede che si lasci affondare il cuore nella tenebra.
Ed eccomi
un nuovo capitolo
è da scrivere
in questa storia mia.
Lo scriverò col sangue e col respiro.
Prendendomi tutta la responsabilità di chi sono.
Non mi risparmierò (come sempre).
Marianna
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