TSO
Nel vangelo di Giovanni (2, 13- 25)
si racconta un episodio incredibile del mansueto Gesù.
Si avvicina la festa di Pasqua e il Cristo è nel tempio di Gerusalemme.
Buoi, pecore, colombe, cambia valute: lo scenario davanti ai suoi occhi è quello di un mercato.
La pretesa è vendere le prestazioni di Dio!
Gesù Cristo fa allora un atto di forza: con una frusta comincia a scacciare tutti dal tempio, rovescia i banchi dei cambiavalute e urla - perché all'urlo chiaro di tali gesti non può che corrispondere l'alto tono della voce -, e afferma che la casa di preghiera del tempio è stata trasformata in un luogo di compravendita.
I giudei gli chiedono chi mai si creda di essere per fare una cosa simile e lui: "Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere" (v. 19).
Ecco, amato mio Gesù, se lo avessi fatto oggi ti saresti senz'altro beccato un TSO.
È pazzo, questo, diamogli una calmata forzata!
Ma lo sapevi, chiaramente, con chi interloquivi, sapevi cosa c'è nel cuore dell'uomo (v. 25) e il TSO è arrivato. Al modo del tuo tempo.
Ma anche tu, fare tutto quel casino:
sovvertire la tradizione degli uomini,
parlare al cuore, in profondità,
con un linguaggio così avanti!
'Chi è avanti è sempre avanti', ma tu, - tu! - caspita, proprio troppo avanti!
E il punto, è che lo sei ancora.
Perché qui mica l'abbiamo capita la tua sfuriata... figurati se abbiamo compreso il resto.
Hai svelato la Vita, ma noi siamo troppo presi dai cambiavalute che continuano a dire che Dio si paga, come tutto il resto.
Mica lo abbiamo compreso che la gratuità del dono è matrice divina, che la libertà di pensiero è matrice divina, che il gesto compiuto è matrice divina.
Non abbiamo capito niente di te e quindi non abbiamo capito un accidenti di noi.
Ed ora, che siamo in una situazione storica da TSO planetario, ci stiamo di nuovo adeguando a raschiare il fondo senza prospettiva.
Tu, al fondo, hai lasciato brillare la resurrezione.
Dopo lo strazio del tuo TSO sei tornato a mangiare sulle rive del lago coi tuoi, con un corpo risorto che non smetteva l'amore alle piccole cose di quaggiù.
Hai ostinatamente viaggiato in direzione contraria, nella mansuetudine come nella rabbia.
Il centro del bersaglio era chiaro.
Stabile dentro nell'instabilitá intorno.
E questa è la via.
Sempre l'esistenza è instabile, è la natura del reale.
E questa è verità.
Nel fondo c'è una porta che si spalanca, sempre.
È questa la Vita.
... ... ...
Marianna

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