Siedi e taci
Io voglio fare questo. Anzi no voglio fare
quello. No, ci ho pensato, voglio fare quell’altro!
L’altalena ad un certo punto delle nostre
esistenze non è più attaccata generosamente, da mani amabili, al ramo del Fico.
Siamo noi. Noi ramo, noi corda e sedile di
legno (la mia era così) e… ops! … manca l’albero.
Dondola dondola sul nulla la mente.
Il corpo non ha sostegno e disperde energie
che erano chiamate a compimento.
Il cuore si riempie senza svuotarsi mai.
“Tieni il tuo spirito agli inferi e non
disperare!”.
Queste le parole, di Silvano del Monte Athos,
che la mia cara guida mi donò prima di lasciarmi camminare sulle mie gambe.
Che trovassi il mio albero! Senza frignare
sulle ferite che ce le abbiamo tutti!
E piansi e mi disperai. E piansi ancora e mi
disperai di più. E ancora piansi. Senza disperarmi più.
Cosa fare?
Ancora questa domanda?
Mi siedo. Faccio silenzio.
La domanda è sbagliata.
E’ sempre stata sbagliata!
Mi siedo ancora, faccio… no, non faccio… non
faccio nulla.
Ah, allora, è questo il punto.
Punto e a capo.
Entro nel silenzio con tutto il caos che
sono. Ci provo.
Io sono, così come sono, nel Silenzio.
La quiete è accesa (Ungaretti).Accendere la quiete, ecco. Con la miccia
esplosiva di quel che c’è attimo per attimo, senza scappare dal presente.
Che fatica: era meglio fare!
🎯 Quando smetti di agitarti è la vita a rivelare chi sei e tutto diventa un passo verso il compimento.
Occorre, tuttavia l'Albero!
Come i panni si stendono su corde tese perché il sole li asciughi, così noi abbiamo bisogno dell'Albero, per orientare la nostra storia.
Un Albero di vita è sempre a disposizione di ciascuno di noi, se siamo disponibili a
sedere e tacere alla Sua ombra.
Buon Giorno Nuovo,
Marianna

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