martedì 22 dicembre 2020

Imparo a dire NO

 


Il progressivo avanzare della luce 
nella nostra storia, 
ci rende più resilienti, 
permeabili agli eventi, ovvero 
capaci di adattamento e accoglienza.

Attenzione!
Questo non vuol dire accettare ogni cosa.
Più la luce avanza 
più impariamo a dire NO 
a tutto ciò che le si oppone.
Con forza, autorità, senza clamore.
No. Punto.

C'è un NO fantastico nella storia della salvezza narrata dai Vangeli.
Elisabetta, parente di Maria, avanti con gli anni, da alla luce un figlio, Giovanni - il Battista -, 
dopo anni di sterile attesa.
Il suo sposo, Zaccaria, un sacerdote del tempio, ha l'annuncio della nascita di questo bambino da Gabriele e il segno sarà il suo mutismo.
La parola non creduta non può che generare assenza di parola, ma Dio è più forte dell'incredulità e il dono giunge ugualmente. 
Dopo la nascita, nel momento della scelta del nome, tutti vogliono che il bambino si chiami, come da tradizione, Zaccaria, e qui arriva uno splendido, sicuro, NO.
Elisabetta sa quel che dice.
È eco di quella 'forza di Dio' (significato del nome Gabriele) che non si può trattenere, 
come un fiume in piena.

Giovanni avrà questa forza nella sua vita, trasferitagli da una madre accogliente e risoluta nel cedere il passo alla luce e alla luce sola!  

⭐Oggi
(da oggi!😉)
imparo a dire NO.
No a ciò che si oppone al progressivo avvicinarsi della luce.
No a ciò che non da spazio al mio cammino verso la luce, a ciò che gli toglie slancio, fiducia, speranza, audacia... 
No a tutto ciò che non è necessario al mio compimento. 
No. Punto.

La discrimine, ovviamente, nella scelta del NO 
non è il mio capriccio, il mio solo gusto.
Questo NO è scaturigine di altra Fonte,
la Fonte Una.
Il discernimento sottile è dei viandanti nel tempo dell'Attesa. 

Buon Giorno Nuovo, 

Marianna 

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