martedì 24 novembre 2020

mercoledì #riposa nell'essenziale

 

Nel percorso di crescita interiore 
di chi sceglie il Medit-ire 
si sente spesso parlare di apatheia, distacco.
Di cosa si tratta?
Forse di stare al mondo indifferenti a tutto?
Ovviamente no.
La meditazione non è un rifugio dei pavidi.
È la sveglia esistenziale di chi vuol vivere pienamente. 

Il distacco è, tradotto in un linguaggio moderno, 'una piena integrazione della vita emozionale della persona, sotto l'influsso e la guida dell'amore divino' (Axel Bayer, Meditazione).

Un primo livello per arrivare a tale distacco è il discernimento dei pensieri, ovvero la capacità di portare a consapevolezza i pensieri vaganti nella mente e trasformarli attraverso l'uso di un mantra (una parola, il nome del nostro Dio, un passo di una Scrittura Sacra, i suoni e mantra delle tradizioni spirituali ecc.).

Cosa significa nel concreto?
Se ogni pensiero che mi fa lotta, mi disturba, si impadronisce della mia mente soggiogandola, può essere trasformato attraverso il mantra 
in un momento di ricerca interiore e riposo nell'essenziale, ciò vuol dire che non devo più temere i contenuti straripanti della mia mente.

Spesso i pensieri non sono neanche i nostri!
Ma identificandoci con essi soffriamo molto. 

In questo tempo di infodemia poi, la mente è quotidianamente presa d'assalto.

Cerchiamo dunque l'equilibrio nella tempesta.
Lavoriamo impavidi alla nostra costruzione interiore perché si manifesti all'esterno la Luce 
a cui aneliamo tutti.

Buon Giorno Nuovo, 

Marianna 

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