sabato 25 aprile 2020
domenica #onore ai miei passi
Quando ero bambina
ho vissuto in mezzo alla natura
tutti i miei giochi, tutti i miei sogni,
tutti i miei giorni.
C'era armonia.
Un fluire senza soluzione di continuità
tra gli alberi e me,
la terra e le mie piccole mani che inventavano giochi,
tra la morte e la vita, anche.
Con scalpore, certo, la morte,
ma come parte del tutto.
Quando quasi 9 anni fa io e il mio sposo abbiamo deciso di rimanere qui, per diventare famiglia, è stata questa memoria
a guidare i passi.
Una memoria cellulare, non solo emotiva, mentale, del cuore.
Desideravamo che i nostri figli
(Francesco e Irene ci aspettavano appena svoltato l'angolo di questa scelta!)
vivessero selvaticamente.
Tante volte ci siamo chiesti se avessimo fatto la scelta giusta, per loro e per noi.
Sapete, negli orizzonti piccoli di paese bisogna avere orizzonti grandi dentro
perché non sia sprecato
il quotidiano lento e prezioso ricamo
dei giorni e delle stagioni.
Altrimenti ci si appiattisce.
Ci si rallenta dentro ma non di quiete,
di mancanza di brio.
- È andata bene -, ci diciamo in questi giorni.
Mentre le mani impastano, mentre scaviamo solchi per le piccole piantine, mentre ridiamo pazzi di gioia quando Alberto Gallo canta! - È andata bene -.
Abbiamo scelto bene.
E vogliamo restare qui. Così.
Nel ritmo della natura i bambini imparano a fluire in armonia.
Imparano la vita e la morte, come parte del tutto - anche se fa scalpore, sempre, come il fulmine -.
Ma le stagioni tornano.
La terra si rinnova.
I nonni camminano con noi, anche se invisibili.
Ed io faccio felice una bambina di tre anni
con gli occhi verdi e le mani sporche di terra che quando la chiamo
si volta e canta - Marianna! - e ride strizzandomi l'occhio.
🐛🦋
Ci arde il cuore a camminare con Dio.
Così visibile! Così invisibile!
Non è che Lui questa veste di ogni cosa...
Buon Giorno Nuovo,
Marianna
Vi lascio con questo mantra
Lokah samasta sukhino bhavantu
'Possano tutti gli esseri
essere felici'
Puoi ascoltarlo qui!
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