lunedì 19 luglio 2021

lunedì ~ Poetry & Laundry

 

- Qual è il nucleo della tua vita?
- Vivere di Dio in mezzo alla folla. La folla dei pensieri, delle responsabilità quotidiane, dei panni da lavare, della gente da accogliere, dei dolori del mondo e le sue gioie.
- Dove sei rispetto a questo obiettivo?
- ... ... ... Sto nella folla. E ogni cellula, ogni moto del cuore, della mente e dello spirito sta alla Tua Presenza. A volte con lo struggente desiderio di un eremo, a volte con l'ilare semplicità di un ruscello che va dove sa. 
- Ti basta. Sii te. È abbastanza. 

... ... ... 

Alla vigilia dei grandi eventi del Medit-ire la mia coinquilina - una delle tante! - quella che ama da sempre sabotare ogni cosa che vivo e sono, 
si affaccia sorniona e bussa per trovare accoglienza. 
La lascio entrare, le offro un tè e un pó la coccolo, perché infondo, non ha colpa 
se sente quel che sente. 
Poi la accompgno alla porta.
A volte dopo poco, altre lascio si trattenga 
un pó di più. 
Il suo arrivo, come quello delle altre me in cui sono declinata, è sempre importante. 
Senza la dialettica di questi incontri-scontri non arriverei dove mi attendo.
Già, perché io 'mi attendo'.
Il centro dell’essere non chiede che questo incontro tra la periferia di me e il centro originario, quello che ha il sigillo 
della Presenza divina.

Cammino.
Dalla periferia al centro, dal centro alla periferia e so che ogni passo è sempre una méta.

"Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
mi scruti quando cammino e quando riposo.

Ti sono note tutte le mie vie;
la mia parola non è ancora sulla lingua
e tu, Signore, già la conosci tutta.

Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.
Stupenda per me la tua saggezza,
troppo alta, e io non la comprendo.

Dove andare lontano dal tuo spirito,
dove fuggire dalla tua presenza?
Se salgo in cielo, là tu sei,
se scendo negli inferi, eccoti.

Se prendo le ali dell'aurora
per abitare all'estremità del mare,
anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.

Se dico: «Almeno l'oscurità mi copra
e intorno a me sia la notte»;

nemmeno le tenebre per te sono oscure,
e la notte è chiara come il giorno;
per te le tenebre sono come luce.

Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.

Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.

Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.

Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
e tutto era scritto nel tuo libro;
i miei giorni erano fissati,
quando ancora non ne esisteva uno.

Quanto profondi per me i tuoi pensieri,
quanto grande il loro numero, o Dio!
Se li conto sono più della sabbia,
se li credo finiti, con te sono ancora.

Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore,
provami e conosci i miei pensieri:
vedi se percorro una via di menzogna
e guidami sulla via della vita".

(Salmo 139)

Provo a lanciare la mia freccia al bersaglio, anche oggi. 
Ce la posso fare.

Buon Giorno Nuovo, 

Marianna 


Nessun commento:

Posta un commento