sabato 31 ottobre 2020

Il visibile è attaccato all'invisibile

 


Sono giorni intensi questi.
Un passaggio, un cambiamento
avviene e
ognuno ne vive le conseguenze a modo suo.

In diversi modi, a seconda del luogo in cui ci si trova, oggi e nei prossimi due giorni, l'invisibile e il visibile sembrano incontrarsi.
Un varco si apre, come raccontano moltissime tradizioni, tra il regno dei vivi e quello dei morti.

La luce dell'estate lascia il posto al buio e
in questo alternarsi facciamo memoria della possibilità di andare oltre ciò che vediamo, con la luce dei nostri occhi, ed esperiamo invece nel buio della nostra cella del cuore.

Questo può terrorizzare.
Ed ecco perché, in certe culture, viene fuori la zucca mostruosa che spaventi gli spiriti mal disposti!
Anche noi da bambini scolpivamo zucche, senza che la commercializzazione di Halloween c'entrasse nulla.

Sono giorni intensi
in cui festeggiare la continuità tra luce e tenebre, vita e morte, visibile e invisibile.
E l'immagine di questo
me l'hanno donata i miei cari nonni...

(ripeterò questo racconto ogni anno)
Ero su  un ponte al cui centro stava 
una porta di legno con un'anta aperta.
Dall'altra parte osservo, seduta, una figura nera.
Mentre mi avvicino vedo chiaramente che è la morte con tanto di teschio! 💀
Subito, correndo, dall'altro versante del ponte arriva mia nonna che prende quello che si rivela solo un fantoccio e lo getta con forza, ridendo, sotto il ponte.
"Sono tutte fesserie! È un fantoccio".
Più mi parla e più ringiovanisce.
E correndo, anche lui dall'altra parte del ponte, arriva mio nonno.
Bellissimo, giovane.
Si abbracciano complici, ridono.
"Sono felice" dice nonna "stai tranquilla, stiamo bene".
Ed io chiedo ad entrambi se devo seguirli, se posso stare con loro oltre il ponte, e nonno, in dialetto latronichese "vai dai bambini! Noi siamo qua".
Ed io insisto. E lui ribatte.
Quando decido di andare chiedo due volte se devo chiudere la porta al centro del ponte e lui, quasi si arrabbia - scherzosamente ma alzando la voce come faceva di solito! - "Siamo qua!" e indica le due parti del ponte che sono identiche, con lo stesso paesaggio alle spalle.
"Siamo qua!".

Senza soluzione di continuità.

In questi giorni il velo (la porta sul ponte) sembra farsi più sottile.
Godiamone.
Senza riempire questo spazio sacro
di cose inutili.
Facciamo quello che sentiamo giusto per esprimere la vicinanza tra il visibile e l'invisibile.
Andiamo a portare fiori al cimitero, accendiamo zucche, cuciniamo il grano... 
Il fare sia espressione dell'essere 
in questo ponte aperto dal finito all'infinito.

🌻 Il nostro modo di vivere la vita 
cambia a seconda della cultura che abbiamo circa la morte.
Il visibile è attaccato all'invisibile 
e questo cambia tutto
(soprattutto in tempo Covid).

Buon Ascolto, 

Marianna 

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