domenica 23 agosto 2020

domenica #ricominciare

 


Camminare mi da spazio. Scrive percorsi interni di chiarezza. Getta improvvise rivelazioni. 

Mentre la strada si fa sotto i piedi, mentre la vita intorno è al suo posto (nell'incanto come nel realismo più scorante), mentre il corpo fa quel che sa, le emozioni si liberano e lo spirito va dove deve. 

E mentre camminavo, in un sole cocente di cui vorrei fare scorta, si sono svelate molte cose... ... ... ... ... ... 

Poi è arrivato un sasso. Piccolissimo. Ocra. Che ha attirato il mio sguardo e con lui sono giunti Davide e Golia. 

La storia si trova nel primo libro di Samuele al capitolo 17 (versetti 1-58), nell'Antico Testamento, testo sacro per ebrei e cristiani. 

Israeliti e Filistei sono in lotta e la cosa perdura perché nelle fila degli avversari degli israeliti c'è un gigante, Golia, che nessuno ha l'ardire di sfidare. Arriva, infine, il rosso e bel Davide, un ragazzo, un pastore, che sceglie di avversare il gigante e lo fa, non con la spada, ma con cinque ciottoli di fiume. Di questi uno sarà conficcato al centro della fronte di Golia che cadrà esanime. Davide procede con fierezza e, allo stesso tempo, con una resa piena di confidenza nei confronti del Dio per cui dichiara di compiere tale impresa. 

Risolutezza e resa.

La sintesi del racconto non gli dà merito. Leggetelo e lasciate che vi parli. 

A me ha narrato questo tempo. 

Golia! C'è sempre un Golia da avversare. Sempre. E non è il Covid, ora, ma tutto il teatro che questa emergenza ha attivato in noi e fuori di noi. 

In realtà noi sembriamo i primi scopritori della morte, come se fino a ieri questa fosse una questione di altri. 

È la morte che stiamo avversando. Ma probabilmente stiamo sbagliando tattica. Sembriamo, molto più spesso, gli avversari della vita.

E questo non riguarda le precauzioni del caso, ma più in profondità la qualità del tempo che viviamo, delle scelte che facciamo, della vita che scegliamo. 

Nel lockdown tutti volevamo RICOMINCIARE.  Poi molti hanno ricominciato a fare esattamente quel che facevano prima, come lo facevano prima. 

Il tempo di ricominciare è sempre. 

La Vita è urgente. 

E non è domani. 

Prendiamo i nostri ciottoli con fierezza e arrendiamoci alla Vita che siamo in profondità. 

Ci sembra poco? Ci sentiamo inesperti e fragili, piccoli e indifesi? 

Siamo tutti Davide.

... ... ...

Questa risonanza meriterebbe più tempo, più parole... ma sono stata afona per tre giorni. Il silenzio ha da dirmi altre cose.

Buon Giorno Nuovo, 

Marianna 




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