I testi sacri delle varie culture spirituali
sono un faro non solo per i credenti
di quella determinata religione
ma per l'umanità intera.
Ed ecco che, per esempio, la meravigliosa vicenda di un uomo di Tisbe di molti secoli fa ha la capacità di illuminare le nostre vicende quotidiane.
Nella Scrittura ritenuta Sacra per ebrei e cristiani, ovvero quello che è chiamato l'Antico Testamento, viene narrata la storia di un certo Elia, che sarà poi considerato il padre di tutti profeti (di coloro che parlano le parole di Dio) e, più tardi, di tutti i cercatori silenziosi del divino.
Elia è detto infatti padre dei meditanti.
Questo Elia vive una vicenda straordinariamente simbolica per noi e ogni passaggio della sua storia è la narrazione del percorso di evoluzione che ogni uomo è venuto a compiere in questa vita.
Oggi vorrei focalizzare l'attenzione sul brano che lo vede tromba della verità e poi nascosto in Dio.
Il brano è il seguente.
In quei giorni, Elìa, il Tisbita, uno di quelli che si erano stabiliti in Gàlaad, disse ad Acab: «Per la vita del Signore, Dio d’Israele, alla cui presenza io sto, in questi anni non ci sarà né rugiada né pioggia, se non quando lo comanderò io».
A lui fu rivolta questa parola del Signore: «Vattene di qui, dirigiti verso oriente; nasconditi presso il torrente Cherìt, che è a oriente del Giordano. Berrai dal torrente e i corvi per mio comando ti porteranno da mangiare».
Egli partì e fece secondo la parola del Signore; andò a stabilirsi accanto al torrente Cherìt, che è a oriente del Giordano. I corvi gli portavano pane e carne al mattino, e pane e carne alla sera; egli beveva dal torrente.
(Dal primo libro dei Re
1 Re 17,1-6)
1 Re 17,1-6)
Ad ognuno la propria risonanza con queste parole ma vorrei sollecitare il vostro ascolto interiore su due aspetti.
I corvi e il torrente.
🔺️ I corvi non erano ritenuti propriamente animali positivi in Israele e questo essere nutrito dai corvi è un lasciare che la vita proceda anche in modalità IMPENSABILI.
Un passaggio, una trasformazione dell'ombra.
🔻 Il torrente.
Abbeverarsi all'acqua che muta continuamente, che non ristagna, per restare vivi, è una sollecitazione bellissima.
- Ci vorrebbe molto più tempo per andare al cuore di questi simboli.
Spero lo avremo del vivo, presto -.
Essere nella beatitudine è vivere il quotidiano nella consapevolezza che tutto ciò che avviene è per il nostro compimento.
È riposare, nascosti in Dio, ad ogni svolta delle nostre ore.
Buon Giorno Nuovo,
Marianna

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