lunedì 1 giugno 2020

lunedì #consapevole


Molti hanno trascorso il lockdown studiando, approfondendo, scrivendo, lavorando.
Io ho trascorso il lockdown facendo 'incantesimi di protezione'.
Ho posto attenzione massima, cioè, nel proteggere la mia famiglia da quello che accadeva, cercando l'equilibrio - difficile - tra il tenere la realtà viva e non farla entrare troppo nei bambini: preservarli ma non troppo.
😑😶
E ora che finalmente cominciamo a muoverci fuori dagli incantesimi, ora che torniamo a piccoli passi nel mondo,
sono io ad aver bisogno.
Di cosa?
Non di protezione. So farlo.
Ho bisogno di piangere.
Tantissimo.
E il nodo alla gola che mi accompagna dall'inizio di marzo sta gradualmente sciogliendosi.
Ma ancora ce n'è.

Lo ricordo benissimo il momento in cui dicevo alle lacrime 'vi sento, ma non ora, ora è il tempo del coraggio, di tenere le braccia alzate, e poi lo sarà del lutto'.
Cantavamo e le lacrime le sentivo per ogni fratello o sorella partito nel silenzio e nella solitudine di un tempo incredibile. Ma restavano oltre l'argine perché questo serviva.
Ora è tempo di esondare.
Ed io, che sento pure il battito d'ali della falena di notte, ora devo trovare spazio e tempo per lasciare andare.
Io?
Ma tutti.
Lo so. Tutti.
Molti, moltissimi, hanno da lasciare andare l'inferno.
Io solo la forza che ho dovuto
a tenere le braccia alzate,
la consapevolezza accesa sugli 'incantesimi di protezione'.

C'è una frase che mi è cara.
È di Pablo D'Ors.
"La routine è la condizione dello stupore".
È una legge spirituale per me.
Una spada che misura fin nelle midolla il mio essere nell'Essere.
Ecco.
Attendo lo stupore della routine che tornerà
dopo le lacrime.
C'è un tempo per essere forti e uno per essere fragili.
Ne sono consapevole.
Per me questo cambia tutto.
Anche la salinità delle lacrime.

Con tanto Bene a tutti voi, amici.

Marianna



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