Non
attendevo di diventare madre.
Almeno non
consciamente.
Avevo
altri progetti, altri viaggi da compiere.
Eppure,
leggendo i miei vecchi, voluminosi diari, ho ritrovato lettere ai miei figli.
Dobbiamo
stare attenti alle parole che pronunciamo, specie quelle articolate con
emozione, con vividezza di immagini interiori. Creano.
Ed eccomi,
ora, mamma.
Chiamata
con un nome nuovo che è una consacrazione per sempre.
In tutto c’è
un prima e dopo.
Così nella
maternità.
Nel corpo,
nella mente, nel cuore.
Una
trasformazione intensa è avvenuta, un passaggio più prossimo alla legge dei
semi che delle potature.
Non si è
trattato di togliere cose tipo autonomia, libertà, spensieratezza e altri
luoghi comuni, queste sono ai margini dell’evento maternità come satelliti di
altro… ecco, questo altro che mi ha trasformata è germinativo.
In grembo
altre vite hanno preso forma.
Trasformando
il mio corpo fino a renderlo capace di portarne un altro, azzerando o
accelerando i pensieri, scombussolando le emozioni nel piano più manifesto, la
maternità ha seminato una nuova forma d’essere nella mia preesistente forma
d’essere.
La vita
loro è diventata una forma della mia stessa vita.
Ho le loro
cellule in corpo e loro le mie.
Ci siamo
reciprocamente passati i pensieri, le emozioni, i sentimenti, le immagini, i
suoni, gli odori…
Francesco
mi iniettava dal di dentro dosi di riflessioni magnifiche sulla natura, sul
mondo, su Dio, alimentava la sete di conoscenza e il desiderio di sperimentare.
Irene mi regalava
ondate profumate di femminilità, rossetti rossi e fascino, una potenza mai
sperimentata prima di allora, una forza femminile rivoluzionaria.
Devo me
stessa a ciò che loro hanno permesso germogliasse in me.
- Glielo
dovrò lasciar fare per sempre, sono madre senza scampo! -.
Ogni
gravidanza è stato un procedere verso nuovi campi di coscienza.
Ogni
relazione con loro. Dal primo istante.
Anche lui/lei
- che ha un nome solo nostro - che tra Francesco e Irene, non è stato/a con me
che pochissimi giorni, ha lasciato una consapevolezza femminile
intensissima, un’energia poderosa.
I mostri,
le ombre, sono emerse con tale vividezza.
E che
botte, e che rivelazioni!
Ecco, la
maternità è una terra feconda di rivelazioni.
Mi ha
fatto sperimentare, per la prima volta davvero, la fragilità, ad esempio.
Prima di
loro non sapevo cosa fosse la paura, quella vera che ti attanaglia le budella e
ti lascia mezzo morto per terra.
Niente è
paragonabile a quello che loro hanno mosso in me.
Niente.
Niente ha
richiesto fede come il metterli al mondo. Come il darli a questo mondo, sempre,
ogni giorno.
Perché
avere un figlio ti espone costantemente.
Non c’è
scampo, l’ho già detto, ed è per sempre.
Non c’è un
giorno in cui potrai fregartene e fare come se non esistessero, quindi o vivi
l’abbandono in Dio come leit motif della tua vita o la preoccupazione ti
distruggerà. Ti annienterà la gioia.
Sono
brutale?
E’ così.
Per questo
loro sono i miei maestri.
Niente mi
ha rigirata come un guanto come tessere la relazione con i miei figli.
Mi
ricreano. Costantemente.
E, se
avete intenzione di diventare genitori, allenatevi al cambiamento, altrimenti
patirete di insoddisfazione, spaesamenti improvvisi, mal di mare: è una nave
sempre in moto la genitorialità.
E’ una
giostra che ora ti fa ridere a piena pancia, ora ti fa svuotare la pancia di
tutto quello che può esserci mai stato dentro per il terrore.
Si deve
essere coraggiosi per essere genitori.
Io non lo
sono mai stata.
Eppure…
E poi si
deve essere forti fisicamente.
Io non ho
mai avuto granché resistenza.
Eppure…
Insomma,
non ci vogliono doti particolari per essere madri e padri.
Una sola,
mi pare, ad oggi: restare fedeli alla legge dei semi.
Tutto
germoglia. Tutto cresce. Tutto sfiorisce. Tutto germoglia.
E
ripetere.
Il mantra
più tosto possibile.
E di
piccole rivelazioni in piccole rivelazioni accade anche di conoscere Dio.
Sì, Dio.
Quello che
magari, come nel mio caso, hai riconosciuto un giorno, da ragazza, e ne hai
anche voluto studiare i tratti tanto t’era piaciuto.
Dio che
non può che essere madre.
Le Scritture
Sacre te lo avevano detto che questo Dio si commuove nell’utero per l’umanità.
Ora lo
sai.
E come
potrebbe essere diversamente?
Questo Dio
che se ne stava comodamente amante e amato, in un andirivieni d’amore senza
limitazione alcuna, fa spazio ad un altro da sé e crea l’umanità.
Ed è
fottuto per sempre.
Perché da
quel momento non c’è un’ora in cui possa dire di fregarserne: Dio, che come me,
è madre senza scampo.
E allora
cambia tutto.
Se è madre
c’è da fidarsi.
Non
dimentica.
Non s’addormenta
se il figlio non sta bene.
Non se ne
frega ma ha cura.
Nelle
piccole cose d’ogni giorno.
Come me
che decoro la tavola con fiori. Solo che Lui di fiori ha fatto traboccare i
prati.
Come me
che preparo la merenda più salutare possibile. Solo che Lui ci ha dato tutto ciò
che cresce sul suolo.
Come me
che consolo un ginocchio sbucciato, metto le mani su un pancino dolente,
accarezzo una lacrima sulla guanciotta e cerco di spalancare sorrisi anche in
mezzo alla pioggia.
Solo che
Lui… a meno potere di me.
Sì, perché
i miei bambini sono ancora piccoli e si lasciano aiutare.
Lui invece
ha figli grandi che non escono mai dall’adolescenza e so cazzi.
Non
invidio le Sue notti insonni.
Perché Dio
non è l’Imperturbabile, se è madre.
E’ il
Vulnerabile per scelta.
La maternità
è terra rivelativa.
Anche Dio
in essa si è scoperto cambiato.
Ogni
giorno, in ogni piccola cosa.
Come me,
che lo vedo Madre ogni giorno, nelle piccole cose.
Dio
Madre,
che
sei come in alto così in basso,
sia
il Tuo Nome santo in ogni mio gesto.
Venga
la tua tavola imbandita per tutti
attraverso
le nostre scelte,
si compia
il Tuo progetto magnifico di sinergia fra tutta l’umanità, fra tutti i tuoi figli,
fra
tutte le creature visibili e invisibili.
Preparaci
da mangiare per il corpo, per la mente e per il cuore
e perdonaci
se non siamo compassionevoli come Te con gli altri fratelli.
Se
non sappiamo più nutrirci,
se
non sappiamo più amarci come fratelli,
non
smettere di invitarci a Casa e
liberaci
dall’orgoglio che non ci fa più chiedere la Tua carezza.
Amen.
Note
- L'immagine è presa dal libro 'La mamma... è tante cose' di Mariana Ruiz Johnson.
- Se vuoi leggere tutto l'Elenco vai QUI
Elenco di piccole cose che possono cambiare un giorno (e infine anche la vita)

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