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venerdì 15 maggio 2020
venerdì #gratitudine
Lei è la vie en rose.
Adora le sfumature del rosa, tranne il rosa carne, e se le chiedete cosa le piace e cosa no, vi troverete davanti una donna di 3 anni e 7 mesi già consapevole di sé.
Più di quanto lo fossi io a 20 anni! 🤦🏻♀️😄
Lei è il mio ideale di donna.
E glielo dico: 'Da grande
voglio essere come te!'.
Sono giorni che dice in continuazione 'sono felice!'.
Anche ieri sera, prima di addormentarsi, lo ripeteva con un sorriso gioiosamente limpido, senza ombre.
E se le chiedi perché è felice ti guarda
con aria stranita... perché mai ci dovrebbe essere un motivo per essere felice!
... ... ...
Quando lo abbiamo dimenticato?
Come è successo?
Ognuno ha smarrito a suo modo la strada della gioia e non per qualcosa che abbiamo o non abbiamo fatto.
Abbiamo smarrito la strada
verso ciò che siamo veramente.
E così, col tempo, abbiamo perso la gioia
che non è data dal di fuori, da quel che accade, ma è l'essenza di ciò che siamo profondamente.
Ecco cosa vuol dire 'tornare come i bambini'.
Tornare al presente, senza passato e futuro.
Tornare ad essere, senza performance.
Tornare a stare in quel che si fa, come se da quello dipendesse l'intero universo (i bimbi mentre giocano sono completamente presi nell'opera che compiono!).
Tornare.
Non andare altrove, fuori da noi.
Tornare.
La Teshuvah (ritorno), per l’ebraismo indica la riconciliazione con Dio, il ritorno al patto d’amore con Lui.
E ora mi è chiaro - nella carne, non solo nella mente - un senso che sembrava troppo morale per il Dio che amo.
Lui, così concreto, così amante dell'ordinario!
Ritornare.
Come bambini.
Ora è chiaro.
I miei piccoli maestri, Francesco e Irene,
sono i più esperti esegeti che conosca,
i più saggi, i più radicali maestri
che abbia mai incontrato.
La strada è aperta.
Ed è in perpetuo divenire,
una costruzione
senza fine...
'E costruire è bellissimo
Il gioco più bello
Cominciamo...'.
(Ezio Bosso)
Con gratitudine,
Marianna

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