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mercoledì 8 aprile 2020

MERCOLEDÌ SANTO 'abita in mezzo a noi'


Sono a cena per la Pasqua, Gesù e i suoi, e mentre mangiano il Maestro fa una dichiarazione sconcertante: sarà uno di loro a consegnarlo.
Tutti si rattristano e cominciano a porre domande.
Sono io?
'Colui che intinge con me la mano nel piatto, questi mi consegnerà' (Mt 26, 23 ).

Caro Giuda, fratello mio!
Sei stato smascherato in un gesto di intimità:
la condivisione del cibo, la vicinanza nello stare insieme attorno ad una mensa.
Mangiare insieme è un luogo,
non solo un atto.
È terra di legami, di intese,
luogo in cui si intreccia la vita.
E in mezzo a questa familiarità, a questa terra sacra, sospesa tra il fare e l'essere,
ecco lo strappo.
Uno di voi!
- Uno di noi -.
Tu, Giuda, scelto tra tanti, amato!
Non basta essere prossimi per non tradire
e la prossimità rende il tradimento ancora più feroce. E tu, di quella ferocia, sei stato lo scenario, consapevole o no.
Lo hai venduto quello sguardo d'intesa che ti leggeva le viscere, lo hai venduto per il prezzo di uno schiavo o di un asino.
Fratello, Giuda mio, che mentre laceravi la comunione ti strappavi dalla Vita, consapevole o no.
Fratello, Giuda mio, che consegnando Lui
consegnavi te stesso e non lo sapevi.
Io e te non siamo diversi.
Anch'io ho le mie consegne, ogni giorno, anche io baratto per pochi spiccioli la Luce con una lampadina.
Ecco perché ti voglio bene, Giuda, che resti uno dei Dodici, mai annoverato tra i Santi, si sa, ma ... il piano è compiuto grazie a te.
Il tuo errore, il tiro lanciato molto fuori dal bersaglio visibile da questa postazione nostra, ha fatto centro dove doveva.
E quindi grazie, fratello Giuda, per aver sacrificato la vita, la fama e ogni cosa,
per essere l'errore che conduce alla meta.
Ti sei spaventato, ti sei scoraggiato, ti sei disperato fino a toglierti la vita - sentivi di non meritarla più la Luce, di non poter più guardare le cose e le persone, sapevi di non reggere l'incontro con te stesso -.
Che sia benedetta la tua angoscia, fratello scomodo, che sia benedetta la corda con cui ti appendesti al ramo e che tu possa sempre essere benedetto da Dio. Ovunque tu sia.
Senza di te la storia sarebbe stata un'altra.
Il potere dell'uno
lo hai rivestito attraverso panni scomodi
e per questo ti siamo debitori.
Grazie, fratello, Giuda mio.

Uno
può cambiare la storia.

Marianna




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