venerdì 9 novembre 2018

In gratitudine (racconto del Medit-ire Weekend)




Sono passati diversi giorni dalla conclusione dell’ultimo Medit-ire Weekend ed ora che odori, sapori, silenzi, parole hanno cominciato a decantare in me forse riuscirò a ridire l’incanto di ciò che insieme abbiamo vissuto.
Lo faccio, anzitutto, dando voce a chi è stato con noi ed ha messo il proprio passo accanto al nostro in un cammino che non si esaurisce in un weekend di ritiro ma che da esso prende nuova linfa per andare avanti.



Così scrivono alcuni dei nostri compagni di viaggio:

L'esperienza che abbiamo vissuto nella splendida cornice di familiarità, colorata dalle caratteristiche dell'autunno ed il territorio in cui si è svolto questo percorso, ha rafforzato in noi la convinzione che quando certe discipline (per quanto ancora in parte sconosciute) necessarie al benessere corporale e psichico vengono attuate da alta competenza (tutti voi), la risultante è certamente l'arricchimento delle esperienze di vita di ognuno di noi.
Siamo tornati alla quotidianità con un velo di nostalgia ma una profonda gratitudine.
A presto
A. e L.



La fiamma delle candele e del fuoco continuano a rammentare (alla mente), rimembrare (al corpo) e ricordare (al cuore) e a tener viva l'esperienza ...grazie.
M.



‘Lo stupore e la meraviglia
appartengono a chi sa uscire
da tutte le zone di confort,
a chi saprà superare l’infantile
bisogno di sicurezza’ ... penso che questo Weekend sia stato per me, pieno di meraviglia ... in tutti i "sensi" e ne ho gustato il profumo... (della salvia) … il sapore... (del vino) … ne ho ascoltato il suono (delle campane di Lino), ho visto i colori (dell'autunno) e ho sentito l'abbraccio dei miei compagni di viaggio.
Come già detto grazie a tutti e buon cammino
L.



Ho lasciato che le vibrazioni decantassero e che il fuoco polverizzasse il momento.... Ovvio che la quotidianità ci ha fatto riaffacciare alla finestra della normalità... Ma è lì che il lavoro svolto sta lavorando e lavorerà.
GRAZIE ancora per avervi conosciuto e condiviso un pezzo di cammino ed è TANTO .... ma soprattutto grazie per i silenzi.
A presto e buona VITA...a TUTTI......un abbraccio
L.



Anche stavolta, così come è stato al primo weekend meditativo a cui ho partecipato, ho la sensazione di portarmi dentro al rientro a casa qualcosa di molto prezioso, non solo perché sono piccoli passi verso il cammino della consapevolezza di sé stessi - e questo grazie alla vostra professionalità - ma la cosa bella è   stata soprattutto   vedere che belle persone che siete. Perciò grazie a te Marianna, Lino, Fulvia, Antonio e Maddalena.
L.



Davvero non mi riesce facile elaborare parole, argomentare l’esperienza.
Quando ‘è troppo’ il linguaggio si fa muto e le parole piccole, troppo piccole per ridire il mistero.
Ma se, come diciamo sempre, le relazioni sono salvifiche, lo sono anche i racconti delle relazioni, la condivisione delle esperienze.
Ed allora ci provo a descrivere questo spazio sacro che siamo stati insieme.

Dal primo istante è apparso chiaro che tutto il weekend si sarebbe giocato tra il conosciuto e il sorprendente. Non solo per il lavoro che ciascuno sarebbe stato chiamato a svolgere con se stesso, ma anche per le condizioni climatiche che, in autunno si sa, possono essere molto mutevoli.
Faremo la camminata meditativa? Non la faremo?



Non ci siamo preoccupati di nulla, abbiamo vissuto il qui ed ora.
E tutto è andato come doveva andare.
Anche gli imprevisti sono stati una pietra di guado per esplorare nuovi orizzonti!
Ecco, sarebbe bastata questa pacata resa a ‘ciò che si manifesta momento per momento’ a renderci grati dell’esperienza.
Ma c’è stato molto di più.



Nel primo cerchio di ascolto, ciascuno ha palesato la disponibilità ad uscire dalla propria mappa, dalla cosiddetta zona confort, per provare nuove possibilità di conoscersi, di conoscere, di stare in ascolto.

Non sempre è stato comodo stare in ciò che emergeva in noi: lasciar andare gli attaccamenti è un lavoro serio, impegnativo e molto spesso doloroso.
Ma poi abbiamo ballato la pizzica e il corpo, sciogliendosi, ci ha dato una mano ad elaborare ogni cosa, abbiamo mangiato insieme in semplicità e tutto è stato naturale, anche nella fatica del mollare il controllo, il dolore, la nostalgia, il noto…




Il Qi gong ha sostenuto la scelta del lasciare andare con energia. 
Le campane tibetane lo hanno fatto con dolcezza e profondità.
Il Voicing ci ha scomodati, scompigliati nelle nostre posture interiori e posti davanti alla nostra identità più originaria, quella capace ancora di giocare la vita, sentirne il canto profondo senza strutture preformate.
La meditazione ci ha inoltrati nel mistero di noi, nella magnificenza di questo IO SONO IN DIVENIRE che è la più grande e meravigliosa sfida che possiamo accogliere.



C’è stato un momento, il culmine di tutto, in cui davanti alla fiamma ardente di un maestoso cammino, siamo stati condotti a partorirci al nuovo, al possibile, lasciando andare il vecchio: due donne, come levatrici, ci hanno condotto al Fuoco e lì, nelle fiamme della trasformazione, ognuno ha levato il proprio grido di vita.
Un canto, un suono, un soffio… e la Vita è tornata ad accogliere Vita.

Il mantra finale ha posto tutto il percorso in una chiave di lettura chiara:
Om namah shivaya, ovvero Mi arrendo a te, O Dio.
Un mantra in sanscrito perché la mente andasse oltre le solite argomentazioni razionali e s’immergesse nelle profondità del cuore, centro dell’essere, con meno ostacoli.


Ecco, questo racconto non è che qualcosa di ciò che è stato.
Non è che un elenco. Prezioso. Ma un elenco. Con l’aggiunta della vita che mi palpita dentro.
La realtà del tempo e dello spazio condivisi sono molto più grandi, più profondi.

E allora desiderando donarvi l'essenza di ciò che abbiamo sperimentato, vi offro infine una parola, una soltanto, che più di tutte possa cantare questo Medit-ire Weekend mirando al bersaglio: 

GRAZIE

La gratitudine, di cui gronda ogni mia cellula, sia l’araldo della Bellezza che abbiamo ricevuto in dono in questi indimenticabili giorni il cui eco lavora indefessamente nell'intimo della nostra quotidianità.



Lasciate che, in particolare, ringrazi il mio splendido Team.
Lino e le sue campane che ci hanno avvolti, curati, ammaliati.
Maddalena e la sua sapienza che ci ha partoriti.
Fulvia e l'arte del Qi gong mirabilmente trasmessa.
Giuseppe per il supporto ai nostri passi non solo in campagna ma in tutto il percorso.
Antonio senza cui nulla sarebbe potuto accadere: dal pasto, al calore degli ambienti che ha curato con la delicatezza che lo contraddistingue. Ogni dettaglio deve a lui una amministrazione amorevole e attenta.
Grazie anche alla famiglia Colombo per aver messo a nostra disposizione una casa magnifica e alla famiglia Sciarrillo per gli alloggi.

Concludo con una nota progettuale ad ampio raggio: è stato bello lanciare anche una nuova idea di turismo in questo piccolissimo centro che offre la location adatta ad esperienze di crescita interiore, e far assaporare la tipicità dei nostri prodotti top. 
Non è cosa da poco aver permesso che questi stessi prodotti, acquistati dai nostri ospiti, varcassero i confini regionali!

Grazie. Grazie. Grazie.


A presto.
Molto presto, con un nuovo appuntamento.

Marianna



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