Sono passati diversi giorni dalla
conclusione dell’ultimo Medit-ire Weekend ed ora che odori, sapori, silenzi,
parole hanno cominciato a decantare in me forse riuscirò a ridire l’incanto
di ciò che insieme abbiamo vissuto.
Lo faccio, anzitutto, dando voce a chi è
stato con noi ed ha messo il proprio passo accanto al nostro in un cammino che
non si esaurisce in un weekend di ritiro ma che da esso prende nuova linfa per
andare avanti.
Così scrivono alcuni dei nostri compagni
di viaggio:
L'esperienza
che abbiamo vissuto nella splendida cornice di familiarità, colorata dalle
caratteristiche dell'autunno ed il territorio in cui si è svolto questo
percorso, ha rafforzato in noi la convinzione che quando certe discipline (per
quanto ancora in parte sconosciute) necessarie al benessere corporale e
psichico vengono attuate da alta competenza (tutti voi), la risultante è
certamente l'arricchimento delle esperienze di vita di ognuno di noi.
Siamo
tornati alla quotidianità con un velo di nostalgia ma una profonda gratitudine.
A
presto
A. e L.
La
fiamma delle candele e del fuoco continuano a rammentare (alla mente),
rimembrare (al corpo) e ricordare (al cuore) e a tener viva l'esperienza ...grazie.
M.
‘Lo
stupore e la meraviglia
appartengono
a chi sa uscire
da
tutte le zone di confort,
a
chi saprà superare l’infantile
bisogno
di sicurezza’ ... penso che questo Weekend sia stato per me, pieno di
meraviglia ... in tutti i "sensi" e ne ho gustato il profumo...
(della salvia) … il sapore... (del vino) … ne ho ascoltato il suono (delle
campane di Lino), ho visto i colori (dell'autunno) e ho sentito l'abbraccio dei
miei compagni di viaggio.
Come
già detto grazie a tutti e
buon cammino
L.
Ho
lasciato che le vibrazioni decantassero e che il fuoco polverizzasse il
momento.... Ovvio che la
quotidianità ci ha fatto riaffacciare alla finestra della normalità... Ma è lì che
il lavoro svolto sta lavorando e lavorerà.
GRAZIE
ancora per avervi conosciuto e condiviso un pezzo di cammino ed è TANTO .... ma soprattutto grazie per i silenzi.
A
presto e buona VITA...a TUTTI......un abbraccio
L.
Anche
stavolta, così come è stato al primo weekend meditativo a cui ho partecipato,
ho la sensazione di portarmi dentro al rientro a casa qualcosa di molto
prezioso, non solo perché sono piccoli passi verso il cammino della
consapevolezza di sé stessi - e questo grazie alla vostra professionalità - ma
la cosa bella è stata soprattutto vedere che belle persone che siete. Perciò
grazie a te Marianna, Lino, Fulvia, Antonio e Maddalena.
L.
Davvero non mi riesce facile elaborare
parole, argomentare l’esperienza.
Quando ‘è troppo’ il linguaggio si fa
muto e le parole piccole, troppo piccole per ridire il mistero.
Ma se, come diciamo sempre, le relazioni
sono salvifiche, lo sono anche i racconti delle relazioni, la condivisione
delle esperienze.
Ed allora ci provo a descrivere questo
spazio sacro che siamo stati insieme.
Dal primo istante è apparso chiaro che
tutto il weekend si sarebbe giocato tra il conosciuto e il sorprendente. Non
solo per il lavoro che ciascuno sarebbe stato chiamato a svolgere con se stesso, ma anche per le condizioni climatiche che, in autunno si sa, possono
essere molto mutevoli.
Faremo la camminata meditativa? Non la
faremo?
Non ci siamo preoccupati di nulla,
abbiamo vissuto il qui ed ora.
E tutto è andato come doveva andare.
Anche gli imprevisti sono stati una
pietra di guado per esplorare nuovi orizzonti!
Ecco, sarebbe bastata questa pacata resa
a ‘ciò che si manifesta momento per momento’ a renderci grati dell’esperienza.
Ma c’è stato molto di più.
Nel primo cerchio di ascolto, ciascuno
ha palesato la disponibilità ad uscire dalla propria mappa, dalla cosiddetta
zona confort, per provare nuove possibilità di conoscersi, di conoscere, di
stare in ascolto.
Non sempre è stato comodo stare
in ciò che emergeva in noi: lasciar andare gli attaccamenti è un lavoro serio,
impegnativo e molto spesso doloroso.
Ma poi abbiamo ballato la pizzica e il corpo, sciogliendosi, ci ha
dato una mano ad elaborare ogni cosa, abbiamo mangiato insieme in semplicità e tutto è stato naturale, anche
nella fatica del mollare il controllo, il dolore, la nostalgia, il noto…
Il Qi gong ha sostenuto la scelta del
lasciare andare con energia.
Le campane tibetane lo hanno fatto con dolcezza e
profondità.
Il Voicing ci ha scomodati, scompigliati
nelle nostre posture interiori e posti davanti alla nostra identità
più originaria, quella capace ancora di giocare la vita, sentirne il canto
profondo senza strutture preformate.
La meditazione ci ha inoltrati nel
mistero di noi, nella magnificenza di questo IO SONO IN DIVENIRE che è la più
grande e meravigliosa sfida che possiamo accogliere.
C’è stato un momento, il culmine di
tutto, in cui davanti alla fiamma ardente di un maestoso cammino, siamo stati
condotti a partorirci al nuovo, al possibile, lasciando andare il vecchio: due donne,
come levatrici, ci hanno condotto al
Fuoco e lì, nelle fiamme della trasformazione, ognuno
ha levato il proprio grido di vita.
Un canto, un suono, un soffio… e la Vita
è tornata ad accogliere Vita.
Il mantra finale ha posto tutto il
percorso in una chiave di lettura chiara:
Om namah shivaya, ovvero Mi
arrendo a te, O Dio.
Un mantra in sanscrito perché la mente
andasse oltre le solite argomentazioni razionali e s’immergesse nelle
profondità del cuore, centro dell’essere, con meno ostacoli.
Ecco, questo racconto non è che qualcosa di ciò che è stato.
Non è che un elenco. Prezioso. Ma un
elenco. Con l’aggiunta della vita che mi palpita dentro.
La realtà del tempo e dello spazio
condivisi sono molto più grandi, più profondi.
E allora desiderando donarvi l'essenza di ciò che abbiamo sperimentato, vi offro infine una parola, una soltanto, che più di tutte possa cantare questo Medit-ire Weekend mirando al bersaglio:
GRAZIE
La gratitudine, di cui gronda ogni mia
cellula, sia l’araldo della Bellezza che abbiamo ricevuto in dono in questi
indimenticabili giorni il cui eco lavora indefessamente nell'intimo della nostra quotidianità.
A presto.
Molto presto, con un nuovo appuntamento.
Marianna














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