Se la madre è la terra che sostiene e custodisce,
il padre è il cielo che sospinge,
l'orizzonte che spalanca.
Il mio cielo è sempre stato pieno
di trucioli di bottega, profumi profondi di legno, di stelle stabili incollate all'anima.
Un cielo che si è spalancato nell'ordinario
di una vita semplice e malleabile, come il legno.
E ovunque posi gli occhi, dentro la mia casa,
ci sono pezzi di cielo: il legno che le abili mani di mio padre ha incantato nella forma.
Incantare il cielo nella forma della materia.
Questa è l'arte della paternità.
Il dono non ha eguali.
Ed io sono immensamente grata di averlo ricevuto. Di continuare a riceverlo.
Di esserne impregnata per sempre.
È lo sfondo della mia storia, che mi sospinge oltre e che mi tiene insieme i pezzi.
E poi viene la responsabilità personale di essere padri di se stessi (e la chance è grande per chiunque, anche per chi non ha avuto un padre o chi non lo ha avuto cielo).
Incantare il cielo nella forma della materia.
Ed oggi...
Grata,
anche,
di chi mi è stato padre nel cammino interiore ed ha riempito di stelle fisse l'orizzonte interno.
Grata,
anche,
di Antonio, il padre dei miei figli.
Il cielo più sconfinato e affascinante che potessi desiderare per loro.
Buona festa del papà,
buon San Giuseppe,
buona festa dei falegnami!
😍
Marianna
P.S. In foto, io a tre anni e il mio papà Elia

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