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sabato 9 maggio 2020

Capitolo 22 tratto da 'Elenco di piccole cose che possono cambiare un giorno (e infine anche la vita)'

22. E l'angelo e il serpente


Sono nel solito posto, sotto l’albero.
Arriva l’angelo.
Non capisco bene la sua figura ma le ali sono grandissime e bianche e morbide.
Mi dà da mangiare polvere d’oro e ce l’ho nel cuore e nella pancia.
Poi soffia sul mio capo e pone, lì pure, polvere d’oro.
Tutto per tre volte.
Siede accanto e guardiamo innanzi.
Con la sua enorme ala destra mi abbraccia.
Poi parla – senza muovere le labbra – e dice che sono protetta.
- Sì, ma i miei lo sono? – parlo senza muovere le labbra, e dall'altra ala eccoli… uno, due, tre. 
Ci sono, sono protetti.
- Ma, aggiunge, tu sii l’angelo di te stessa -.
E fa come per volare via ed io, penso, andrà in cielo?
No, si muove verso l’albero.
Ed io, penso, diventerà albero?
Diviene tortora.
Apro gli occhi.
Una tortora canta sull'albero difronte.

Il serpente, anche lui è una visita, mi ingoia completamente.
Ed io fuoriesco dalla parte opposta, vincente su me stessa.
Poi, fuori dalla porta un serpente attende di morire.

La nostra vita è costellata di immagini che non sappiamo il più delle volte vedere. E quindi nemmeno collegare tra loro. Tra l'oro.
Sono messaggeri confortanti, strambi, a volte molto, molto scomodi. Altre crudeli.
Ognuno ha un messaggio e noi, grazie a loro, ci muoviamo verso il compimento di ciò che siamo veramente.
Abbiamo disabituato la mente e il cuore a vagare in questi mondi e i sensi si sono così incrostati!
Ma se tornassimo a vedere davvero
quale universo è racchiuso nel filo d’erba,
nel papavero che oggi mio figlio ha difeso con le lacrime perché non fosse falciato con l’erba del prato.
Se vedessimo davvero il filo dorato che tesse la trama al Giorno e feconda le notti.
Se ci parlassimo davvero - senza parole - ascoltando invece di cercare la risposta giusta o il consenso o la mia idea dell’altro nell'altro.
Saremmo angeli di noi stessi, saremmo astuti conoscitori della Via che ci conduce per ogni sentiero.
Saremmo oltre il bene e il male.
Semplicemente nella vita
che fluisce 
dal Grembo di Dio ad ogni respiro.

Ho imparato, un tempo, a coltivare l’immaginario profondo, a lasciarlo emergere.
Poi ho abitato una cella austera in cui non c’era spazio per nessuna immagine.
Due tempi bellissimi, degni d’essere, entrambi.
Terzo tempo, eccolo, è questo, in cui accolgo senza giudizio il Maestro dentro le piccole cose. Tutte.
Ci provo ad essere l’angelo e il serpente di me stessa.

Quanti tempi avrà la mia storia?
Chi può dirlo!
Intanto sono qui.
- ‘Stai diventando ogni giorno di più ciò che sei’… una delle frasi più belle che abbia ricevuto in dono in tutta la mia vita -.
E cammino, un passo alla volta, un respiro alla volta.
Dentro ciò che sono sempre stata.
Verso ciò che sono da sempre.

Questo andare
cambia questo minuto.
Lo rende un per sempre.

Questo
può cambiare tutta la vita.

Marianna

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