Pagine

venerdì 10 aprile 2020

VENERDÌ SANTO 'abita in mezzo a noi'


Gesù è in un giardino di ulivi.
Arrivano per la consegna.
- Chi cercate?
- Gesù, il Nazareno.
- Io Sono! (cfr Gv 18, 5)

Pietro è fuori dal recinto, presso la porta.
La portinaia lo riconosce come discepolo di Gesù.
- Non sono.
Risponde tre volte Pietro.
(cfr Gv 18, 12-27)

La condanna è ratificata.
'E i soldati, intrecciata una corona di spine, la imposero sul suo capo e lo accolsero di un manto di porpora e venivano dinanzi a lui e dicevano: Gioisci, re dei Giudei! E gli davano schiaffi.
- Ecco l'uomo!'.
(cfr Gv 19, 1-8)

La nostra umanità è il luogo della divinità.
Io Sono è ciò che ciascuno di noi è chiamato ad essere fin dal primo istante del suo concepimento.
Non sono è la periferia in cui restiamo bloccati, fuori dal recinto, sulla porta del nostro potenziale, con un guardiano della soglia pronto a farci fare il passo dentro.
Ecco l'uomo!
Ecco cosa abbiamo fatto della nostra regalità, ecco di cosa coroniamo il nostro capo e copriamo il nostro corpo.
Spine e rovi in luogo della gloria divina, del peso della presenza di Dio in tutte le cose.
Abbiamo barattato l'essere.
E nello scambio siamo morti.

Ecco l'uomo!
Quel Crocifisso siamo noi.
E, meraviglioso annuncio,
quel Crocifisso è Dio.

La porta è riaperta.
Non è finita...

Anche il
Non sono
può essere strada per
l'Io Sono. 

Buon ritorno,

Marianna

P.S.
Poche parole, amici, perché il mistero
è un profumo.
Si sente.



Nessun commento:

Posta un commento