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giovedì 19 marzo 2020

venerdì #gratitudine


'E la gente rimase a casa
e lesse libri e ascoltò
e si riposò e fece esercizi
e fece arte e giocò
e imparò nuovi modi di essere
e si fermò
e ascoltò più in profondità
qualcuno meditava
qualcuno pregava
qualcuno ballava
qualcuno incontrò la propria ombra
e la gente cominciò a pensare in modo differente
e la gente guarì.
E nell’assenza di gente che viveva
in modi ignoranti
pericolosi
senza senso e senza cuore,
anche la terra cominciò a guarire
e quando il pericolo finì
e la gente si ritrovò
si addolorarono per i morti
e fecero nuove scelte
e sognarono nuove visioni
e crearono nuovi modi di vivere
e guarirono completamente la terra
così come erano guariti loro'.

"Guarire"
Kathleen O'Meara (1869)

Amici cari,
in questi versi c'è davvero tutto quello che è essenziale per compiere questa nascita.
I dolori del parto sono intensi.
Ma ce la possiamo fare.
- Ogni donna lo sa, ed essendo custode del sacro, potrà insegnare ad altri: coraggio,  donne mie, facciamolo! Aiutiamoci in questa gestazione! -.

Non è il tempo dei lamenti.
Non andate dietro a chi vuole il lutto nazionale che ucciderebbe ancora più persone.
Il lutto non si fa in trincea.
Per il lutto ci sarà tempo dopo.
Ora dobbiamo cantare.
Ora dobbiamo coltivare.
Ora dobbiamo costruire.
Dentro.

Perché noi siamo sostegno l'uno per l'altra
semplicemente essendo quello che siamo.
Ora è così chiaro!
Semplicemente restando
al nostro posto di responsabilità.

Custodiamo la prossimità
nella gratitudine dei respiri che ci sono dati.
Nella preghiera profonda.
Nella vita semplice a cui siamo costretti.
Finalmente.

E direte?
Ma non li vedi i morti, la fatica, il dolore?
No, non li vedo.
Li sento.
E per tutto questo
oggi
voglio
vivere
nella migliore versione di me.

Con gratitudine,

Marianna

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