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martedì 10 marzo 2020

La rivoluzione del deserto


Ci sono momenti in cui è necessario un cambio di rotta.

Noi fatichiamo a comprendere
quando è tempo di farla finita
con i soliti modi di fare, pensare, essere.
E allora un evento viene a svegliarci.

A ben vedere, questo tempo
così potente di deserto imposto dall'esterno
risponde ad un limite che
abbiamo superato da tempo.
Ma non sappiamo autoregolarci e dunque...

Il clima è impazzito per l'inquinamento.
Ora
i livelli di inquinamento si sono abbassati.
Non sappiamo più toccarci e guardarci perché ovunque siamo, anche a cena insieme, comunichiamo attraverso uno smartphone.
Ora
siamo senza abbracci, senza cene e
solo online la comunicazione è possibile.
E ci manca la stretta di chiunque.
Abbiamo detto all'altro di stare a casa sua, anche se la sua casa era tra le macerie
di guerra e distruzione.
Ora
noi siamo quelli che devono stare a casa propria.
E, tra l'altro, comodi e pasciuti.
E non possiamo andare presso la casa  - comoda! - dell'altro.

Il deserto lascia emergere
quello che c'è nel profondo.
Fa fatica starci, perché si è nudi,
davanti a se stessi e alla Vita.

E allora, se ho avuto cura del dettaglio
della mia storia e di quella dell'altro
ora
sono capace di rinunciare al mio ego
per l'altro,
so godermi il Giorno,
so stare nella fatica.
Se ho corso, fino a ieri, dietro ad ogni capriccio ... be', è il tempo propizio
per rallentare e cambiare rotta.

È il tempo della rivoluzione del deserto.

Per ricevere un dono devo avere le mani vuote.
Forse le mie erano troppo piene?
Per abbracciare devo lasciar cadere le barriere.
Forse ho alzato troppi muri?
Per incontrare l'altro devo essere l'altro.
Forse ho dimenticato che siamo tutti interconnessi?
... ... ...

È il tempo della rivoluzione del deserto.

Emerge l'ego di chi mette a rischio la vita degli altri perché non sa fare a meno
di un apericena.
Emerge la fratellanza universale
di chi è in cammino verso il compimento e ogni Giorno cerca di spingersi un passo oltre l'ego.

È un tempo propizio
per cambiare.
E se non torneremo come prima
sentiamoci benedetti.

Marianna

N.B.
In foto il deserto della Namibia.
Fiorito.



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